21/07/2005

quel che leggo

Non mi capitava da un po' una notte di sonno così profondo e redentore... e non è vero che il sonno è dei giusti perché ci sono troppe cose che dovrei fare e non faccio, che non dovrei fare e a volte invece faccio. Ma stanotte ho dormito e il resto, a guardarlo adesso, in controluce in questo sole mordace... conta ben poco. Ho ritrovato un vecchio disco di Tenco ieri sera... Angela Angela angelo mio... e sono stata quell'angelo, pulita, leggera. Poi mi sono dedicata un po' a Bulgakov, ne avevo bisogno, e sono stata Margherita che si impiastricciava di fango le carni e i pensieri. Per questo compro libri, da anni... per questo ho più libri che qualsiasi altra cosa nella mia vita... per poterli aprire e sfogliare ogni tanto, per essere ancora una volta Fermina Daza, Medea, Molly, ma anche Raskolnikov perché no? E Ismaele, Bardamu, il piccolo Oscar col suo tamburo di latta, che importa se sono uomini? Ogni volta che leggo divento quello che leggo... per questo sono così incasinata sentimentalmente, per questo il mio corpo è l'unica certezza che ho, l'unica certezza che voglio, ora... perché divento quello che leggo e ogni volta che un uomo mi rapisce, IO, quell'uomo... lo leggo... ed è sempre un gran casino poi...

20/07/2005

come prendermi



Finito di lavorare or ora. Stanca che non ho neppure voglia di parlarne. Le bave dei clienti in un ristorante stupido e volgare e io che sgambetto con la faccia imbronciata e i miei capelli neri che mi si appiccicano addosso. Ho venticinque anni e non ho un lavoro che sia un lavoro. Non sono ancora laureata e non ho idea di che farò della mia vita, ma probabilmente la butterò, come sto buttando questi giorni. Sono stata accusata di essere troppo sicura della mia femminilità. E' vero, sono sicura, ma è l'unica certezza che ho. La mia femminilità, il mio essere terribilmente femmina è l'unica cosa che ancora mi rammenta un'esistenza, anche se non è propriamente la vita che vorrei. Ma questo è il periodo che vivo. Oggi me ne sto in penombra e mi spoglio e mi vesto di un bianco virginale e casto, solo per poterlo sporcare dei miei umori, con le dita che entrano ed escono da me, sempre più viscide, lungo cosce scivolose e calde, sognando che arrivi qualcuno a prendermi, a prendermi, a prendermi, ancora, ancora una volta... qualcuno che SAPPIA prendermi... se poi è solo un retore come tanti, se ha un brutto carattere, se è un deejay, uno sfaccendato, un rancoroso impiastro o l'uomo della mia vita non m'importa. Deve sapere come prendermi... e non è facile, credetemi...

19/07/2005

una biancheria costosissima...

Ho scelto la biancheria intima con cura e ho speso un capitale, il che non va bene.
Non ne faccio un discorso di soldi. Il fatto è che non ho un uomo, non uno fisso almeno e mi stanco in fretta, mi eccito e mi stufo con la stessa velocità.
E allora indosso la mia biancheria intima solo per me e le mie lenzuola di lino strofinano i capezzoli dei miei seni nudi perché non sempre ci sono mani che stuzzicano, pizzicano... salvano.  Biancheria intima provocante e costosa, sprecata solo per me o per qualcuno di passaggio che annuserà le mie gambe, le mie pieghe, i miei occhi e poi, la mattina, si rivestirà e uscirà da casa mia non sapendo che non ci entrerà mai più. Sono stanca, sono stufa, sono sola. Mi tocco, mi sfioro. Le mie dita sono le più esperte che il mio corpo abbia mai conosciuto. Il segreto è girarci intorno, quello che troppi uomini ignorano. Il segreto e sfiorare il bottoncino ai bordi, passarci di fianco, stuzzicare, inumidire, strofinare... con delicatezza.. un passaggio che dev'essere penombra perché è sensibile, è dannatamente sensibile e una pressione sbagliata può innervosire e rovinare tutto. Ci vuole delicatezza, pazienza, dolcezza e le mie dita tutte queste cose le sanno a memoria... e mi schiudo, mi bagno, godo, mi richiudo in me stessa... e aspetto.
Ho una biancheria da urlo... ho una biancheria costosissima... dovrei preparare un esame per settembre e non riesco a concentrarmi... L'università mi pare così lontana adesso, i miei venticinque anni mi paiono il doppio... perché tutto questo? per CHI tutto questo?